
È possibile scaricare i testi e gli accordi dei brani cliccando sull’icona pdf. Come indicato nel nome dei file, in alcuni è presente anche lo spartito della linea vocale.
Crediti
Erica Boschiero – chitarra acustica, voce, cori, spiriti e schiocchi di lingua
Edu Hebling – contrabbasso, basso elettrico, chitarra classica 7 corde, chitarra prepagata (Il reverendo e la credenza), chitarra elettrica (Sullo spago, Caravanbolero), pianoforte (Fada), glockenspiel, tastiere e strusci
Eric Cisbani – batteria, percussioni
Daniele Santimone – chitarra elettrica
Fausto Mesolella – chitarra classica (Souvenir)
Debora Petrina – toy piano (Sullo spago)
Enrico Farnedi – ukulele e tromba (Caravanbolero)
Simone Chivilò – chitarra acustica (Papavero di ferrovia), chitarra elettrica (Papavero di ferrovia, Un orizzonte non basta)
Mauro Beggio – batteria (Le cose che non puoi vedere, Un orizzonte non basta)
Andrea Ruggeri – percussioni, toys e cianfrusaglie (Sullo spago, Antigone, Souvenir)
Paolo Vianello – piano verticale (Caravanbolero)
Lorenzo Quattropani – pianoforte (Papavero di ferrovia)
Giovanni Catania – corno (Galassia Express, Souvenir)
Davide Furlanetto – fagotto (Il reverendo e la credenza)
Gruppo Musicale di Mogliano Veneto – banda (Galassia Express)
Testi e musiche di Erica Boschiero*
Arrangiamenti di Edu Hebling**
Produzione artistica di Erica Boschiero e Edu Hebling
Registrato presso Indiehub di Milano da Gabriele Simoni, Agriturismo “La Busa dea Messa” di Volpago del Montello da Fausto Dasè, Teatro delle Voci di Treviso da Emiliano Maggiotto, La Semicroma Studio di Mestre da Vincenzo Putch Patella, Il Sentiero delle note di Montecchio Maggiore da Simone Chivilò
Mixato e masterizzato da Fausto Dasè presso Indiehub e Soundlab di Milano, 2015
Produzione esecutiva di Erica Boschiero, Edu Hebling, Fausto Dasè
Grafica e art work di Enzo Benedetto (su foto di Giovanni Pitscheider e foto composition di Alessia Trentin)
Pubblicato nel 2015 da Bradilogo
* eccetto Gane Agane Longane e Fada (testi di Gianluigi Secco) e Le cose che non puoi vedere, Un orizzonte non basta, Il reverendo e la credenza (musiche di Erica Boschiero e Edu Hebling)
** eccetto Souvenir (arrangiamento di Fausto Mesolella e Edu Hebling)
Mi piace come scrive: è fresca e positiva, una persona interessante e con un bel timbro vocale. Il disco è un ottimo prodotto e mi piacciono molto gli arrangiamenti minimali ed evocativi. Tra le canzoni del disco le mie preferite sono Antigone e Papavero di Ferrovia. La ascolto volentieri. È già brava adesso al suo secondo disco e sicuramente crescerà molto. Sono contenta che ci sia questa novità nel panorama cantautorale femminile italiano.
(Ornella Vanoni)
Le montagne, il dialetto, il circo, il viaggio, acquatiche e leggendarie figure ancestrali. Misteri e visioni oltre il tempo e lo spazio. C’è posto anche per il dramma di un detenuto, per un lutto da elaborare e per un amore che non telefona. E’ Caravanbolero, il nuovo disco della cantautrice veneta Erica Boschiero. Forte di testi ispirati e ottimamente interpretati, nonché di una raffinata tessitura musicale frutto anche degli arrangiamenti di Edu Hebling, il disco è valso a Erica Boschiero il Premio Lunezia Future Stelle
(Massimo Iondini – L’Avvenire)
Mai celebrativa ma – al contrario – assolutamente narrativa, Erica Boschiero dimostra di saper usare il codice in maniera mai gratuita. Si muove, riscrive le cose che vede e crea mondi alternativi, non elogia il già esistente in maniera statica e, quindi, inartistica, impoetica. Al contrario, è sempre possibile trovare nelle sue canzoni la voglia di raccontare una storia e il fondamentale senso dinamismo, di rivoluzione, che ogni buona opera d’arte dovrebbe presupporre.
(Paolo Talanca – L’isola che non c’era)
Impetuosa senza essere sguaiata, raffinata senza risultare stucchevole, Erica Boschiero è un’autrice e interprete matura. De Andrè le scorre nelle vene, come il Sudamerica e la musica di strada: da qui nasce la sua attenzione alle piccole cose che passano inosservate, alle vite ordinarie che la Storia trascura, a domatori di canarini che raccolgono i canti in barattoli di vetro, ad accordatori di pianoforti, a custodi di sipari, ai racconti natalizi della nonna.
(Valerio Rosa – L’Unità)