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Ecco la bella intervista realizzata da Elisabetta Malantrucco per NOTE A MARGINE – RAI RADIO TECHETE’, andata in onda il 20/10/2021:

 

 

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Da oggi 6 settembre 2021 potete ascoltare il nuovo album RESPIRA anche dalle piattaforme digitali (Spotify, AppleMusic, YoutubeMusic, …).

Io, Sergio Marchesini e tutti gli straordinari musicisti che hanno lavorato a questo progetto speriamo di tenervi buona compagnia anche così, soprattutto per chi che di voi non ha modo di ascoltare il cd fisico (ricordandovi che se volete potete sempre acquistare anche la copia fisica con i testi, i credits e i bellissimi disegni di Dario Scaramuzza sul sito di Squilibri!)

BUON ASCOLTO!

Erica

SALE – è ora online il nuovo videoclip!

Il 29 giugno è uscito in anteprima per SkyTG24 il videoclip di SALE (ANTEPRIMA su SkyTG24), il nuovo singolo tratto dall’album RESPIRA, che ora trovate anche su YouTube: SALE – OFFICIAL VIDEO YouTube

Se non lo avete già fatto, iscrivetevi al canale YouTube di Erica Boschiero per essere aggiornati su tutte le prossime uscite!

“Il video è un curatissimo lavoro d’animazione realizzato da Dario Scaramuzza, e si libra sotto i nostri occhi come un inno alla biodiversità, una riflessione estetica su quanto il mondo dell’umano e quello naturale si compenetrino e siano fatti della stessa sostanza.
Spesso quando guardiamo le immagini di disastri ambientali o umanitari alla tv pensiamo che siano cose lontane, che non ci riguardano direttamente. Invece siamo immersi tutti nella stessa realtà: il dolore degli alberi abbattuti, delle balene con chili di plastica nello stomaco, dei migranti naufragati in mare riverbera nelle nostre stesse cellule. Per questo spesso stiamo male ma non riusciamo a capire perché”.
Erica

 

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Erica Boschiero torna live dal divano blu per aprire il nuovo anno nell’ultimo giorno (speriamo!) di zona rossa.
Un concerto gratuito, con la possibilità di sostenere tramite link paypal la realizzazione del suo prossimo album.

LINK PER FARE LA DONAZIONE: https://www.paypal.com/donate?hosted_button_id=24M96JYUHQ5P6

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IL NUOVO ALBUM DI ERICA BOSCHIERO E SERGIO MARCHESINI

tratto dall’omonimo concert de dessin in collaborazione con il fumettista Paolo Cossi

 

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Da mercoledì 19 dicembre sarà disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e in tutte le piattaforme streaming E tornerem a baita (Squilibri), il nuovo disco della cantautrice Erica Boschiero e dell’arrangiatore e compositore Sergio Marchesini.

Da anni, per motivi diversi, frequentano le Dolomiti e se ne sono innamorati. Erica ci è nata, Paolo ci vive, Sergio le ha accarezzate con la sua musica in numerose occasioni. Grazie a queste montagne si sono incontrati e, per render loro omaggio, hanno messo assieme quanto di più bello ognuno di loro racchiudeva nella propria arte. Canzone d’autore e disegno si sono così intrecciati in quell’azzurro intenso che da sempre abbraccia le Dolomiti, maestose vestigia di un mondo leggendario che canto, disegno e musica hanno fatto riemergere con forza nello spettacolo che è all’origine di questo lavoro, E tornerem a baita, il cd-book di Erica Boschiero e Sergio Marchesini che, con gli acquarelli di Paolo Cossi, arriva in libreria per l’Editore Squilibri proprio quando quelle imponenti montagne sono balzate agli onori della cronaca per i disastri ambientali occasionati dal maltempo ma causati dall’incuria degli uomini: nell’alternarsi di suoni e disegni, la commozione e lo stupore rispetto a tanta bellezza sembra così lasciare il posto a un sommesso monito agli uomini perché abbiano più rispetto della natura, bene comune da preservare da ogni guasto.

Tra testi, musiche e disegni, E tornerem a baita rappresenta un riuscito viaggio di iniziazione a tutto un mondo culturale che da secoli si accompagna e sviluppa per le grandiose cime di quelle montagne, i suoi ariosi sentieri, le gole e i precipizi che ne movimentano il disegno, i cieli e i panorami che si aprono allo sguardo. Antiche leggende e più concrete storie di guerra, piccole e grandi vicende umane, animano così il racconto in musica che si snoda lungo alcune rivisitazioni di classici della tradizione dolomitica, come Signore delle Cimee Joska la Rossadi Bepi De Marzi o Stelutis Alpinis, già registrata in italiano da Francesco De Gregori, e brani originali, appositamente composti da Erica Boschiero che conferma così la sua straordinaria vena poetica e musicale che le hanno garantito grandi riconoscimenti e premi prestigiosi. Cantando di un paese di montagne e fiumi, selve, prati e cielo, Erica Boschiero lo fa con una voce traboccante di energia e convinzione, di forza e dolcezza, aspetti che le musiche e gli arrangiamenti di Sergio Marchesini accentuano e che gli acquarelli di Paolo Cossi rendono visibili come per magia sulla carta. 

Info: 06-44340148; info@squilibri.it; www.squilibri.it

A partire dal 14 maggio 2016, per cinque sabati consecutivi, Erica conduce ANIME SALVE, la storica trasmissione della Rete Due della Radio Televisione Svizzera.

Un viaggio attraverso il percorso artistico e biografico di Erica, a partire dal suo ultimo album Caravanbolero, per muoversi poi da Mercedes Sosa a Nino Rota, dai canti dei cori alpini ai colori di Debussy, dalla vicenda di Sacco e Vanzetti cantata da Joan Baez alle provocazioni di De Gregori… e molto altro ancora!

Per riascoltare le puntate:

http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/anime-salve/Erica-Boschiero-ad-Anime-Salve-7319939.html

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COMUNICATO STAMPA

 

CARAVANBOLERO

Il nuovo disco della giovane rivelazione della musica d’autore veneta

Da martedì 21 aprile sarà disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e in tutte le piattaforme streaming Caravanbolero (Bradilogo), il nuovo disco della giovane rivelazione della musica d’autore veneta Erica Boschiero con la straordinaria partecipazione di Fausto Mesolella.

«Ho ascoltato questa giovane cantante Erica Boschiero, autrice di parole e di musica e anche valida chitarrista. – commenta Ornella Vanoni – Mi piace come scrive: è fresca e positiva, una persona interessante e con un bel timbro vocale. Il disco è un ottimo prodotto e mi piacciono molto gli arrangiamenti minimali ed evocativi. Tra le canzoni del disco le mie preferite sono Antigone e Papavero di Ferrovia. La ascolto volentieri. È già brava adesso al suo secondo disco e sicuramente crescerà molto. Sono contenta che ci sia questa novità nel panorama cantautorale femminile italiano.»

Caravanbolero è un viaggio di undici brani originali, undici storie che raccontano lo scorrere del tempo, il rapporto con la natura, oggetti piccoli e grandi domande del vivere umano, in un linguaggio musicale al contempo intimo e universale, capace di raccontare il tutto attraverso il minuscolo, il leggero, il fragile. I brani vedono sempre presenti la chitarra acustica della cantautrice, la batteria di Eric Cisbani, la chitarra elettrica di Daniele Santimone e il contrabbasso e basso elettrico di Edu Hebling, più alcuni ospiti tra i quali spiccano Fausto Mesolella, Debora Petrina, Enrico Farnedi, Mauro Beggio, Andrea Ruggeri, Simone Chivilò e un’intera banda di paese. Il disco è arrangiato da Edu Hebling e prodotto da Fausto Dasè per Bradilogo, etichetta fondata e diretta da quest’ultimo e Ivan Segreto.

ERICA BOSCHIERO, cantautrice e cantastorie veneta, è nata 17 giugno 1983. E’ stata vincitrice del  d’Aponte 2008, del Premio Botteghe d’Autore 2009, del Premio Corde Libere 2013, Premio per il Miglior Testo a Musicultura e al Premio Parodi nel 2012 e finalista l’Artista che non c’era e altri premi per musica d’autore. Ha in attivo alcune compilation e il disco d’esordio “Dietro ogni crepa di muro”. Ha suonato in Islanda, Norvegia, Francia, Germania, Estonia, Lettonia, Bielorussia e Kazakhstan. Porta avanti ben cinque spettacoli diversi: “Sottosopra – spettacolo per un’Italia Unita” in duo con il percussionista napoletano Tony Cercola (storico percussionista di Pino Daniele ed Edoardo Bennato), “Ballate di China”, concert de dessin con il fumettista Paolo Cossi, “I Monti Pallidi”, spettacolo sulle antiche leggende delle Dolomiti con l’attore Sandro Buzzati, “Italie”, dialogo in musica con lo storico cantautore veneziano Gualtiero Bertelli e “Mitincanti”, percorso musicale attraverso gli antichi miti della tradizione popolare veneta con Gianluigi Secco. Nel 2013 il suo brano “Papavero di Ferrovia” è stato inserito nella compilation del Premio Tenco “Siamo in Tenco”.

www.ericaboschiero.it; www.bradilogo.com

Milano, 16 marzo 2015
Ufficio Stampa ERICA BOSCHIERO: Ufficio Stampa GPC – Gaetano Petronio 3491345575 gaetano@ufficiostampagpc.it

Erica risponde alle domande di Lucia Bissoli.

1) Cosa pensi dei tempi che viviamo? Nelle tue canzoni parli spesso di un’Italia affaticata: quali sono i mali che l’affliggono, secondo la tua prospettiva di artista e gli studi che hai fatto?

Credo sia un tempo di trasformazione, dove più che mai stanno emergendo le contraddizioni che il nostro paese porta con sè, e l’evidenza della loro insostenibilità sul lungo periodo…
Privilegi, corruzione, ipertrofie burocratiche, ingiustizie sociali… tutto ciò sta facendo precipitare il nostro paese pericolosamente verso il baratro. Molti miei coetanei se ne sono andati o se ne stanno andando. Contemporaneamente però, movimenti sotterranei virtuosi e in controtendenza stanno rafforzandosi e prendendo coraggio… come anticorpi, lavorano unendosi per contrastare la deriva… e in questo lavoro colloco anche me e chi come me cerca con la musica o altre forme d’arte ma non solo di denunciare queste contraddizioni, di portarle alla luce, di pensare a nuove strade…

2) la tua -scusa la schiettezza- é spesso considerata una professione inutile e persino controproducente. Come affronti questo pregiudizio e le difficoltá del mondo dello spettacolo?

Chi fa questo lavoro ha la possibilità di diventare megafono per situazioni che spesso non hanno alcuna visibilità. Scrivere una canzone sulla situazione delle carceri italiane, sulla follia, sull’emarginazione, ma anche semplicemente invitare ad osservare la realtà, a porsi delle domande, a non dare per scontato ciò che stiamo vivendo, a ritornare a commuoversi o provare stupore per qualcosa, trovo sia tutt’altro che inutile. Attraverso il canale preferenziale della musica (che apre molte porte, nel cuore e nella sensibilità della  gente, molto più di quanto possa la semplice informazione giornalistica) abbiamo la possibilità di portare alla luce problemi, suggerire alternative, incitare il cambiamento… O anche soltanto alleviare per un paio d’ore le pene di chi ci ascolta, farlo stare un po’ meglio, divertirlo o emozionarlo… ecco, questo già fa della nostra professione qualcosa di molto utile. C’è chi pensa il contrario? Certo. Ma è un problema suo, di lettura superficiale della realtà. Non sa cosa si perde.

 

3) il tuo percorso professionale e umano é stato una lunga ricerca. Tale ricerca continua? Se sí… Con quale criterio ti metti in ricerca?

La musica e la vita stessa sì, sono una continua ricerca. Ma non si tratta di un percorso costante. E’ come scalare una montagna, ci sono momenti di salita, dove ogni passo si fa sentire, altri dove il terreno diventa pianeggiante e pare di non essere in cammino, eppure invece si sta continuando ad avanzare…  qualche volta si sbaglia sentiero, si cercano scorciatoie per poi restare bloccati e tornare sui propri passi, a volte ci si ferma semplicemente ad ammirare il paesaggio, o a riprendere fiato…
a volte è un atto consapevole, ma la maggior parte del tempo cerchiamo, cresciamo, comprendiamo senza nemmeno rendercene conto.
Se dovessi pensare al “criterio” per cui io mi metto in ricerca, beh, me ne vengono in mente diversi. Una ricerca di verità, prima di tutto, che è la cosa più difficile da trovare, soprattutto dentro noi stessi. E’ così facile prenderci in giro da soli, recitare delle parti, vestirci di ruoli che ci danno sicurezza ma non corrispondo a ciò che abbiamo dentro… Verità anche nelle relazioni, nello scambio con chi abbiamo accanto. E poi la bellezza. E’ una dimensione che la società contemporanea (e a volte anche l’arte) hanno finito per trascurare. Una cosa oggi funziona se è provocatoria, se è d’impatto, se attira l’attenzione. Abbiamo sacrificato la bellezza, nell’arte, nell’urbanistica, nella gestione degli spazi e del nostro tempo. Trovo altamente rivoluzionario recuperare questa dimensione e farne, accanto alla verità, una possibile bussola per la nostra vita e le nostre scelte…

4) Ti senti sola nella strada che compi o qualcuno ti accompagna? Il pubblico e la critica musicale che ruolo giocano in tutto questo?

Nel guardare dentro noi stessi siamo sempre e comunque soli. Dunque, anche nella produzione artistica, che parte proprio dall’introspezione, siamo spesso soli, almeno in un primo momento. Attualmente per le registrazioni del nuovo disco sto collaborando con Edu Hebling, contrabbassista brasiliano che è anche un ottimo arrangiatore, grazie al quale sto esplorando nuove atmosfere sonore, nuove possibilità, ed è un bel confrontarsi, nella ricerca musicale ma non solo. Poi ci sono gli altri musicisti che ci accompagnano, ognuno dei quali porta la propria personalità e le proprie idee al progetto… Ecco, questi scambi sono fondamentali, musicalmente per non rimanere chiusi nelle nostre poche e consolidate certezze, umanamente perchè ti rimettono in discussione, e perciò ti fanno crescere.
Quella con il pubblico è invece una relazione strana, atipica. Scambi intensissimi, con molte persone, costretti in pochissimo tempo. Ognuno vive in maniera diversa le mie canzoni, ognuno prova emozioni diverse ascoltandoci, e te ne riporta una piccola parte nel momento in cui decide di venirti a salutare alla fine di un concerto, in una stretta di mano o in uno scambio veloce. La maggior parte di loro se ne va dopo l’ultima canzone senza che tu possa ringraziarli uno per uno guardandoli negli occhi e scambiando con loro qualche parola. Ecco, questo trovo sia innaturale. Come ancor più innaturale e pericoloso è quando finisci per abituartici…
Poi ci sono gli amici, la mia famiglia, persone che mi conoscono di più e scambiano con me idee, apprezzamenti e spesso anche critiche, ecco, questi sono preziosi come l’oro…
Dire che ciò che pensa la critica non mi interessa sarebbe da ipocrita, a tutti in fondo interessa cosa gli altri pensano di noi, soprattutto se in questo caso “gli altri” fanno anche il buono e il cattivo tempo della discografia… o almeno lo facevano. Ora le cose sono cambiate. Ora c’è internet, ci sono i blog, e chiunque può elevarsi a potenziale critico. I veri “critici” sono rimasti pochi ormai, e non è più così vero che da loro dipenda il futuro professionale di un artista. Se internet ha portato a non vendere più dischi, è anche vero che ha reso tutto più democratico. Se ciò che fai piace, arriva, emoziona, la gente clicca e condivide. E magari viene anche a sentirti suonare dal vivo. E questa è una rivoluzione, in fondo. Perchè non siamo niente, senza chi ci ascolta. La musica è bisogno di comunicare qualcosa di noi, a chi è lì ad ascoltare, a rimandarti cose che a loro volta possono diventare nuove fonti d’ispirazione. Senza questo scambio circolare tra noi e il pubblico, tutto ciò non avrebbe senso. Tutto si gioca, ancora una volta, nella relazione. E in quanto riusciamo a scambiarci, di buono, in quegli attimi preziosi.

 

Grande successo per la cantautrice trevigiana Erica Boschiero al Festival Corde Libere al Teatro Geox di Padova sabato sera.

Nato dal bando “Fiori di parole in musica – omaggio delle giovani generazioni ad un grande poeta veneto” indetto dall’osservatorio regionale per le politiche sociali, il concorso ha selezionato dodici diverse proposte musicali, dodici giovani artisti che si sono cimentati con la messa in musica di una poesia veneta e hanno presentato le loro canzoni al grande pubblico del Teatro Geox accompagnati dall’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal maestro Diego Basso.
La giuria, composta tra gli altri dal chitarrista Tolo Marton, il pianista e compositore Francesco Sartori e il giornalista del Gazzettino Giò Alajmo, ha decretato all’unanimità la vittoria di Erica Boschiero e della sua canzone “Balintondo del Batimarzo”. La canzone, tratta da una poesia di Gianluigi Secco (volto noto della televisione nonchè ex Belumat, con una meno conosciuta ma ben florida attività di poeta) racconta l’antica festa che in alcuni piccoli paesi ancora si celebra per l’arrivo della primavera. Dal rito di battere bidoni, suonare campanacci e catene, descritto dalla poesia, nasce la canzone, che con l’accompagnamento dell’orchestra si è trasformata in una festa danzante.
“Quello che più porto nel cuore è aver suonato con questa straordinaria orchestra – dice la Boschiero – è stato come un giro di giostra, appena scesa dal palco avrei voluto subito risalire”.
Come vincitrice della prima edizione di Corde Libere, Erica si esibirà a Marsiglia per l’iniziativa internazionale “Quartiers en Lettres Capitales” a fine mese e sarà chiamata a registrare, insieme agli altri dodici finalisti, la compilation ufficiale del festival.

“Fada”, poesia di Gianluigi Secco in dialetto bellunese musicata da Erica Boschiero, vince come Miglior Testo al Premio Andrea Parodi a Cagliari, il 24 novembre 2012.

Qui sul palco con Erica, Carlo Massarini, conduttore del Festival.

Racconta Elena Ledda, che ha curato la direzione artistica del festival: “C’è stata una grande varietà nelle proposte stilistiche dei concorrenti e devo anche dire che la reinterpretazione dei brani di Andrea è stata molto coinvolgente, in certi casi commovente. Non posso poi non sottolineare l’alta qualità della presenza femminile fra i finalisti, con donne diversissime fra loro. Si andava dalla sperimentazione di Shinobu Kikuchi alla genialità di Simona Colonna, sino alle due ragazze più giovani, Erica Boschiero ed Elsa Martin, che mi hanno molto colpito. Fra l’altro sono entrambe intonatissime, il che non guasta”

(da http://ilblogfolk.wordpress.com/2012/11/26/elsa-martin-vince-il-premio-andrea-parodi/)

 

 

 

 

 

 

 

 

Erica Boschiero

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