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A partire dal 14 maggio 2016, per cinque sabati consecutivi, Erica conduce ANIME SALVE, la storica trasmissione della Rete Due della Radio Televisione Svizzera.

Un viaggio attraverso il percorso artistico e biografico di Erica, a partire dal suo ultimo album Caravanbolero, per muoversi poi da Mercedes Sosa a Nino Rota, dai canti dei cori alpini ai colori di Debussy, dalla vicenda di Sacco e Vanzetti cantata da Joan Baez alle provocazioni di De Gregori… e molto altro ancora!

Per riascoltare le puntate:

http://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/anime-salve/Erica-Boschiero-ad-Anime-Salve-7319939.html

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COMUNICATO STAMPA

 

CARAVANBOLERO

Il nuovo disco della giovane rivelazione della musica d’autore veneta

Da martedì 21 aprile sarà disponibile nei negozi tradizionali, in digital download e in tutte le piattaforme streaming Caravanbolero (Bradilogo), il nuovo disco della giovane rivelazione della musica d’autore veneta Erica Boschiero con la straordinaria partecipazione di Fausto Mesolella.

«Ho ascoltato questa giovane cantante Erica Boschiero, autrice di parole e di musica e anche valida chitarrista. – commenta Ornella Vanoni – Mi piace come scrive: è fresca e positiva, una persona interessante e con un bel timbro vocale. Il disco è un ottimo prodotto e mi piacciono molto gli arrangiamenti minimali ed evocativi. Tra le canzoni del disco le mie preferite sono Antigone e Papavero di Ferrovia. La ascolto volentieri. È già brava adesso al suo secondo disco e sicuramente crescerà molto. Sono contenta che ci sia questa novità nel panorama cantautorale femminile italiano.»

Caravanbolero è un viaggio di undici brani originali, undici storie che raccontano lo scorrere del tempo, il rapporto con la natura, oggetti piccoli e grandi domande del vivere umano, in un linguaggio musicale al contempo intimo e universale, capace di raccontare il tutto attraverso il minuscolo, il leggero, il fragile. I brani vedono sempre presenti la chitarra acustica della cantautrice, la batteria di Eric Cisbani, la chitarra elettrica di Daniele Santimone e il contrabbasso e basso elettrico di Edu Hebling, più alcuni ospiti tra i quali spiccano Fausto Mesolella, Debora Petrina, Enrico Farnedi, Mauro Beggio, Andrea Ruggeri, Simone Chivilò e un’intera banda di paese. Il disco è arrangiato da Edu Hebling e prodotto da Fausto Dasè per Bradilogo, etichetta fondata e diretta da quest’ultimo e Ivan Segreto.

ERICA BOSCHIERO, cantautrice e cantastorie veneta, è nata 17 giugno 1983. E’ stata vincitrice del  d’Aponte 2008, del Premio Botteghe d’Autore 2009, del Premio Corde Libere 2013, Premio per il Miglior Testo a Musicultura e al Premio Parodi nel 2012 e finalista l’Artista che non c’era e altri premi per musica d’autore. Ha in attivo alcune compilation e il disco d’esordio “Dietro ogni crepa di muro”. Ha suonato in Islanda, Norvegia, Francia, Germania, Estonia, Lettonia, Bielorussia e Kazakhstan. Porta avanti ben cinque spettacoli diversi: “Sottosopra – spettacolo per un’Italia Unita” in duo con il percussionista napoletano Tony Cercola (storico percussionista di Pino Daniele ed Edoardo Bennato), “Ballate di China”, concert de dessin con il fumettista Paolo Cossi, “I Monti Pallidi”, spettacolo sulle antiche leggende delle Dolomiti con l’attore Sandro Buzzati, “Italie”, dialogo in musica con lo storico cantautore veneziano Gualtiero Bertelli e “Mitincanti”, percorso musicale attraverso gli antichi miti della tradizione popolare veneta con Gianluigi Secco. Nel 2013 il suo brano “Papavero di Ferrovia” è stato inserito nella compilation del Premio Tenco “Siamo in Tenco”.

www.ericaboschiero.it; www.bradilogo.com

Milano, 16 marzo 2015
Ufficio Stampa ERICA BOSCHIERO: Ufficio Stampa GPC – Gaetano Petronio 3491345575 gaetano@ufficiostampagpc.it

Erica risponde alle domande di Lucia Bissoli.

1) Cosa pensi dei tempi che viviamo? Nelle tue canzoni parli spesso di un’Italia affaticata: quali sono i mali che l’affliggono, secondo la tua prospettiva di artista e gli studi che hai fatto?

Credo sia un tempo di trasformazione, dove più che mai stanno emergendo le contraddizioni che il nostro paese porta con sè, e l’evidenza della loro insostenibilità sul lungo periodo…
Privilegi, corruzione, ipertrofie burocratiche, ingiustizie sociali… tutto ciò sta facendo precipitare il nostro paese pericolosamente verso il baratro. Molti miei coetanei se ne sono andati o se ne stanno andando. Contemporaneamente però, movimenti sotterranei virtuosi e in controtendenza stanno rafforzandosi e prendendo coraggio… come anticorpi, lavorano unendosi per contrastare la deriva… e in questo lavoro colloco anche me e chi come me cerca con la musica o altre forme d’arte ma non solo di denunciare queste contraddizioni, di portarle alla luce, di pensare a nuove strade…

2) la tua -scusa la schiettezza- é spesso considerata una professione inutile e persino controproducente. Come affronti questo pregiudizio e le difficoltá del mondo dello spettacolo?

Chi fa questo lavoro ha la possibilità di diventare megafono per situazioni che spesso non hanno alcuna visibilità. Scrivere una canzone sulla situazione delle carceri italiane, sulla follia, sull’emarginazione, ma anche semplicemente invitare ad osservare la realtà, a porsi delle domande, a non dare per scontato ciò che stiamo vivendo, a ritornare a commuoversi o provare stupore per qualcosa, trovo sia tutt’altro che inutile. Attraverso il canale preferenziale della musica (che apre molte porte, nel cuore e nella sensibilità della  gente, molto più di quanto possa la semplice informazione giornalistica) abbiamo la possibilità di portare alla luce problemi, suggerire alternative, incitare il cambiamento… O anche soltanto alleviare per un paio d’ore le pene di chi ci ascolta, farlo stare un po’ meglio, divertirlo o emozionarlo… ecco, questo già fa della nostra professione qualcosa di molto utile. C’è chi pensa il contrario? Certo. Ma è un problema suo, di lettura superficiale della realtà. Non sa cosa si perde.

 

3) il tuo percorso professionale e umano é stato una lunga ricerca. Tale ricerca continua? Se sí… Con quale criterio ti metti in ricerca?

La musica e la vita stessa sì, sono una continua ricerca. Ma non si tratta di un percorso costante. E’ come scalare una montagna, ci sono momenti di salita, dove ogni passo si fa sentire, altri dove il terreno diventa pianeggiante e pare di non essere in cammino, eppure invece si sta continuando ad avanzare…  qualche volta si sbaglia sentiero, si cercano scorciatoie per poi restare bloccati e tornare sui propri passi, a volte ci si ferma semplicemente ad ammirare il paesaggio, o a riprendere fiato…
a volte è un atto consapevole, ma la maggior parte del tempo cerchiamo, cresciamo, comprendiamo senza nemmeno rendercene conto.
Se dovessi pensare al “criterio” per cui io mi metto in ricerca, beh, me ne vengono in mente diversi. Una ricerca di verità, prima di tutto, che è la cosa più difficile da trovare, soprattutto dentro noi stessi. E’ così facile prenderci in giro da soli, recitare delle parti, vestirci di ruoli che ci danno sicurezza ma non corrispondo a ciò che abbiamo dentro… Verità anche nelle relazioni, nello scambio con chi abbiamo accanto. E poi la bellezza. E’ una dimensione che la società contemporanea (e a volte anche l’arte) hanno finito per trascurare. Una cosa oggi funziona se è provocatoria, se è d’impatto, se attira l’attenzione. Abbiamo sacrificato la bellezza, nell’arte, nell’urbanistica, nella gestione degli spazi e del nostro tempo. Trovo altamente rivoluzionario recuperare questa dimensione e farne, accanto alla verità, una possibile bussola per la nostra vita e le nostre scelte…

4) Ti senti sola nella strada che compi o qualcuno ti accompagna? Il pubblico e la critica musicale che ruolo giocano in tutto questo?

Nel guardare dentro noi stessi siamo sempre e comunque soli. Dunque, anche nella produzione artistica, che parte proprio dall’introspezione, siamo spesso soli, almeno in un primo momento. Attualmente per le registrazioni del nuovo disco sto collaborando con Edu Hebling, contrabbassista brasiliano che è anche un ottimo arrangiatore, grazie al quale sto esplorando nuove atmosfere sonore, nuove possibilità, ed è un bel confrontarsi, nella ricerca musicale ma non solo. Poi ci sono gli altri musicisti che ci accompagnano, ognuno dei quali porta la propria personalità e le proprie idee al progetto… Ecco, questi scambi sono fondamentali, musicalmente per non rimanere chiusi nelle nostre poche e consolidate certezze, umanamente perchè ti rimettono in discussione, e perciò ti fanno crescere.
Quella con il pubblico è invece una relazione strana, atipica. Scambi intensissimi, con molte persone, costretti in pochissimo tempo. Ognuno vive in maniera diversa le mie canzoni, ognuno prova emozioni diverse ascoltandoci, e te ne riporta una piccola parte nel momento in cui decide di venirti a salutare alla fine di un concerto, in una stretta di mano o in uno scambio veloce. La maggior parte di loro se ne va dopo l’ultima canzone senza che tu possa ringraziarli uno per uno guardandoli negli occhi e scambiando con loro qualche parola. Ecco, questo trovo sia innaturale. Come ancor più innaturale e pericoloso è quando finisci per abituartici…
Poi ci sono gli amici, la mia famiglia, persone che mi conoscono di più e scambiano con me idee, apprezzamenti e spesso anche critiche, ecco, questi sono preziosi come l’oro…
Dire che ciò che pensa la critica non mi interessa sarebbe da ipocrita, a tutti in fondo interessa cosa gli altri pensano di noi, soprattutto se in questo caso “gli altri” fanno anche il buono e il cattivo tempo della discografia… o almeno lo facevano. Ora le cose sono cambiate. Ora c’è internet, ci sono i blog, e chiunque può elevarsi a potenziale critico. I veri “critici” sono rimasti pochi ormai, e non è più così vero che da loro dipenda il futuro professionale di un artista. Se internet ha portato a non vendere più dischi, è anche vero che ha reso tutto più democratico. Se ciò che fai piace, arriva, emoziona, la gente clicca e condivide. E magari viene anche a sentirti suonare dal vivo. E questa è una rivoluzione, in fondo. Perchè non siamo niente, senza chi ci ascolta. La musica è bisogno di comunicare qualcosa di noi, a chi è lì ad ascoltare, a rimandarti cose che a loro volta possono diventare nuove fonti d’ispirazione. Senza questo scambio circolare tra noi e il pubblico, tutto ciò non avrebbe senso. Tutto si gioca, ancora una volta, nella relazione. E in quanto riusciamo a scambiarci, di buono, in quegli attimi preziosi.

 

Grande successo per la cantautrice trevigiana Erica Boschiero al Festival Corde Libere al Teatro Geox di Padova sabato sera.

Nato dal bando “Fiori di parole in musica – omaggio delle giovani generazioni ad un grande poeta veneto” indetto dall’osservatorio regionale per le politiche sociali, il concorso ha selezionato dodici diverse proposte musicali, dodici giovani artisti che si sono cimentati con la messa in musica di una poesia veneta e hanno presentato le loro canzoni al grande pubblico del Teatro Geox accompagnati dall’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal maestro Diego Basso.
La giuria, composta tra gli altri dal chitarrista Tolo Marton, il pianista e compositore Francesco Sartori e il giornalista del Gazzettino Giò Alajmo, ha decretato all’unanimità la vittoria di Erica Boschiero e della sua canzone “Balintondo del Batimarzo”. La canzone, tratta da una poesia di Gianluigi Secco (volto noto della televisione nonchè ex Belumat, con una meno conosciuta ma ben florida attività di poeta) racconta l’antica festa che in alcuni piccoli paesi ancora si celebra per l’arrivo della primavera. Dal rito di battere bidoni, suonare campanacci e catene, descritto dalla poesia, nasce la canzone, che con l’accompagnamento dell’orchestra si è trasformata in una festa danzante.
“Quello che più porto nel cuore è aver suonato con questa straordinaria orchestra – dice la Boschiero – è stato come un giro di giostra, appena scesa dal palco avrei voluto subito risalire”.
Come vincitrice della prima edizione di Corde Libere, Erica si esibirà a Marsiglia per l’iniziativa internazionale “Quartiers en Lettres Capitales” a fine mese e sarà chiamata a registrare, insieme agli altri dodici finalisti, la compilation ufficiale del festival.

“Fada”, poesia di Gianluigi Secco in dialetto bellunese musicata da Erica Boschiero, vince come Miglior Testo al Premio Andrea Parodi a Cagliari, il 24 novembre 2012.

Qui sul palco con Erica, Carlo Massarini, conduttore del Festival.

Racconta Elena Ledda, che ha curato la direzione artistica del festival: “C’è stata una grande varietà nelle proposte stilistiche dei concorrenti e devo anche dire che la reinterpretazione dei brani di Andrea è stata molto coinvolgente, in certi casi commovente. Non posso poi non sottolineare l’alta qualità della presenza femminile fra i finalisti, con donne diversissime fra loro. Si andava dalla sperimentazione di Shinobu Kikuchi alla genialità di Simona Colonna, sino alle due ragazze più giovani, Erica Boschiero ed Elsa Martin, che mi hanno molto colpito. Fra l’altro sono entrambe intonatissime, il che non guasta”

(da http://ilblogfolk.wordpress.com/2012/11/26/elsa-martin-vince-il-premio-andrea-parodi/)

 

 

 

 

 

 

 

 

Con la sua “Souvenir”, Erica vince il Premio della Critica per il Miglior Testo a Musicultura 2012.

Al termine dell’esibizione del 15 giugno all’arena Sferisterio di Macerata, gli studenti delle università di Macerata e Camerino premiano Erica con la seguente motivazione:

“di Souvenir ci hanno conquistato l’originalità delle metafore, l’armonia che circola tra le parole, la melodia dolce e delicata. Al termine dell’ascolto ci si trova piacevolmente circondati da suggestioni e sapori di altri tempi, dall’eco di paesi surreali e lontani.”

Sul palco anche GianMaurizio Foderaro  e Carlotta Tedeschi (Radio Uno Rai) e Fabrizio Frizzi.

 

 

 

 

ERICA BOSCHIERO TRA GLI OTTO VINCITORI DI MUSICULTURA

 

Erica Boschiero con il suo brano “Souvenir” è tra gli otto vincitori del Festival Musicultura di Macerata.

Passata attraverso il lungo iter di selezioni, cominciato con le audizioni dei 50 prescelti sugli oltre 500 partecipanti e continuato poi con le trasmissioni su Radio1, le votazioni online e telefoniche e le opinioni del Comitato Artistico di garanzia sui 16 finalisti, la Boschiero si esibirà dunque nelle serate finali del Festival, inseguendo il sogno del primo premio. Scelta dal Comitato Artistico di Garanzia (tra cui Claudio Baglioni, Edoardo Bennato, Fiorella Mannoia, Gino Paoli, Vasco Rossi, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Giorgia ed altri big della canzone italiana), la sua Souvenir, nella versione per Musicultura arrangiata da Fausto Mesolella e Giovanni Boscariol, come una piccola cartolina da luoghi lontani arriverà all’arena Sferisterio di Macerata nelle calde sere di metà giugno.

Presentati ufficialmente il 31 maggio nella sede Rai di via Asiago, il concerto degli otto vincitori presso la Sala Averrà trasmesso la notte tra 7 e 8 giugno, a partire dalla mezzanotte e trenta, sulle frequenze di Radio Uno Rai.

Accanto ad Erica anche la padovana Lubjan, i Lettera 22, Enrico Farnedi, gli Anonima Straccioni, Naelia, l’Orage e Tommaso Di Giulio & Bal Musette Motel.

“E’ una gioia immensa pensare di tornare a Macerata e rivivere l’atmosfera del festival, questa volta ancor più da protagonista – racconta Erica – Essere tra gli otto vincitori è già un traguardo importante, e lo devo anche a tutti i musicisti che stanno credendo a questo progetto e a questo brano, a partire da Fausto Mesolella e Giovanni Boscariol, e a tutti i musicisti che mi accompagnano fedelmente da anni e che saranno con me sul palco dello Sferisterio tra due settimane”.

Musicultura 2012: ecco i nomi dei 16 finalisti della XXIII edizione del concorso. Grande attesa per l’anteprima nazionale, sabato 24 marzo, al Teatro Persiani di Recanati

Musicultura 2012: ecco i nomi dei 16 finalisti della XXIII edizione del concorso. Grande attesa per l'anteprima nazionale, sabato 24 marzo, al Teatro Persiani di RecanatiTeatro Persiani di Recanati

 

Musicultura ha scelto le sedici proposte che accedono alla fase cruciale del concorso. Sedici artisti per sedici canzoni stilisticamente eterogenee, accomunate da un’urgenza espressiva che fotografa un’Italia in musica desta, tutt’altro che ripiegata su sé stessa. In un panorama musicale segnato, a volte afflitto, dal pullulare dell’effimero c’è o no bisogno di talenti che abbiano realmente qualcosa da dire e che anche per questo siano potenzialmente in grado di durare nel tempo? La risposta di Musicultura a questa domanda è affermativa. Da qui la ricerca, condotta con trasparenza e dinamismo, di un “certo tipo” di proposte.

E in questa XXIII edizione, ecco i nomi e i rispettivi brani dei 16 finalisti:

ANONIMA STRACCIONI (Senigallia – AN) “Professori”

MARTA ARGENIO (Caserta) “Vento di giugno”

ERICA BOSCHIERO (Treviso) “Souvenir”

MATTEO CASTELLANO (Torino) “L’acqua spacca i ponti”

CORIMÈ (Brescia) “Nuove medicine”

TOMMASO DI GIULIO E BAL MUSETTE MOTEL (Roma) “Le mie scuse più sincere”

ENRICO FARNEDI (Cesena – FC) “Corso Sozzi”

FREI (Bagno di Romagna – FC) “Ombre di luna”

ADRIANO IURISSEVICH (Venezia) “Bar di Venezia a un tavolo leggendo la Repubblica”

LETTERA 22 (Recanati – MC) “Calibro 23″

L’ORAGE (Aosta) “Queste ferite sono verdi”

LUBJAN (Padova) “Parole assenti”

MARRASDONNO (Bologna) “Cadeva la pioggia”

NAELIA (Roma) “Camaleonte”

VINCENZO SCRUCI  (Bologna) “Cambieresti idea?”

CARMINE TORCHIA (Milano) “Case popolari”

Tra i finalisti si registrano 5 band, 4 donne, 7 uomini,  diversissimi tra loro gli approcci compositivi ed espressivi, tutti però rappresentativi di un’Italia che scrive e canta perché ha qualcosa da dire.
I sedici artisti saranno protagonisti dello speciale concerto che, in anteprima nazionale, si terrà sabato 24 marzo al Teatro Persiani di Recanati (ore 21,15). Ciascuno di loro avrà modo di proporre live la propria canzone e, dialogando sul palco conGianmaurizio Foderaro Carlotta Tedeschi di Radio 1 Rai, di fornire al pubblico ulteriori spunti di valutazione del proprio progetto. La serata avrà un ospite d’eccezione: Max Gazzè.

La successiva fase del concorso porterà alla selezione degli 8 vincitori che accederanno alle serate conclusive di Musicultura 2012 all’Arena Sferisterio di Macerata (15, 16, 17 Giugno). Sei degli 8 vincitori saranno scelti a insindacabile giudizio delComitato Artistico di Garanzia, i restanti 2 in base alle preferenze del pubblico, che a partire dal prossimo 9 aprile potrà ascoltare e valutare le canzoni finaliste sulle frequenze di Rai Radio 1, la radio ufficiale di Musicultura festival, e sul WEB.

INFINITAMENTE GRATA,

E TANTI COME ME…

UN CARO SALUTO, LUCIO,

VOLA LI’ DOVE IL MARE LUCCICA.

 

 

 

 

IL DECALOGO DI M’ILLUMINO DI MENO
Buone abitudini per la giornata di M’illumino di Meno (e anche dopo!)

1. spegnere le luci quando non servono

2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici

3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria

4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola

5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre

6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria

7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne

8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni

9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni

10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

Erica Boschiero

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